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Ti sogno ma non ti voglio.
We’ll be glowing in the dark.
Charlie Brown - Coldplay
Distributore di sorrisi

Penso che il pregio del quale vado più fiero è quello di avere sempre la battuta pronta per smorzare momenti imbarazzanti, noiosi o tristi. Sono come un irrefrenabile macchina che sforna sul momento idiozie ora insensate, ora più impegnate e ricercate. Una vita senza risate è come un luminosissimo schermo di un televisore con il volume a 0: dopo solo pochi minuti, ci si annoierebbe a fissarlo; immagini chiare e nitide accompagnate dall’unico rumore della ventola del televisore. 

Oggi mi è stato chiesto come riesca a essere sempre felice. In realtà la felicità non so nemmeno bene cos’è, tuttora la paragono ad un’emozione talmente effimera che preferisco costruirla su stati d’animo più duraturi come il riposo, la stabilità fisica, la sicurezza di avere persone che mi amano al mio fianco, così posso goderne a pieno, senza avere paura che possa terminare da un giorno all’altro. 

Ma felicità e sorrisi spesso non sono collegati: capita che in momenti di stress vengano a mancare le forze per ridere e per far ridere gli altri. In questi casi, sebbene continui a utilizzare tutta la mia vis comica come sempre, o mangio come un bufalo oppure cerco visi amici. Nei loro occhi rivedo quella delizia persa e in loro compagnia torno ad assorbire ninfa vitale anche solo se ci si vede per una versione di latino: questa è la forza misteriosa dell’amicizia.

Academia

Ormai mi ritrovo a scrivere ogni post sull’autobus di ritorno o di andata a scuola. Stamattina la maggior parte dei posti è libera così mi evito le urla incomprensibili in romeno e altre lingue ignote di 18enni che ancora vanno al secondo anno di un istituto tecnico, poco distante dal liceo che frequento io. Non ci sono neanche le mie migliori amiche, anzi, a fianco a me c’è il ragazzo vergognoso per i brufoli che riesco a tollerare con la dovuta distanza di sicurezza, così mi sto sparando le canzoni distruggenti di Sia nelle orecchie, mentre spero di passare una giornata tranquilla.

Catilina, tante cose

Il compito è andato, non ho avuto particolari problemi, punto ad un voto abbastanza sopra alla sufficienza. Nelle due ore di latino sono stato interrogato, mi sono portato a casa un bell’otto tondo e i complimenti da parte della prof. La ragazza delle fragole l’ho evitata e non mi ha fatto male. Speriamo di passare una giornata tranquilla, xoxo.

L’amore non è, si fa.

Sei solo qualcuno che conoscevo, o che forse ho sempre conosciuto ma non ho voluto accettarlo.

Esser fatali non vuol dire essere fate.
Le fragole con panna che non ho mangiato

Oggi è 25 aprile. Festa della Liberazione, giorno che rappresenta il presente del nostro paese ma che ancora, per migliaia di italiani, è una semplice festività lavorativa utile per guadagnare qualche soldo in più, per uscire a fare una scampagnata con gli amici che oggi, fortunatamente, ho evitato. Si sarebbe trasformato in un pic-nic di sangue, altro che pane e marmellata, un pallone e una cola. La ragazza che mi ha “stregato” (prendete con le pinze questo termine), dopo che mi ha rifiutato e detto che mi avrebbe portato le fragole con panna e cioccolato, ha infilato tutto il giorno la lingua nella bocca di un tizio che ha conosciuto oggi, amico di un amico di una sua amica. Comunque continua tutti i giorni a venire in classe per salutarmi, per abbracciarmi, per prendermi le mani e io, come un cretino di prima categoria, le corro dietro come se io fossi un cagnolino e lei la solita Paris Hilton biondina. Domani ho anche due ore di latino e il compito di inglese e voglia di fare entrambi? Meno di zero. Uffcheppalle.